DEFINIZIONE DI MICRO, PICCOLA E MEDIA IMPRESA
PREMESSA
In Italia, la normativa di riferimento è la Raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione Europea del 6 maggio 2003, che definisce le microimprese, piccole e medie imprese in base a criteri precisi.
La definizione di PMI (Piccola e Media Impresa) è fondamentale per accedere a bandi e agevolazioni pubbliche. La corretta classificazione come micro, piccola o media impresa è cruciale per le aziende che desiderano accedere a finanziamenti, agevolazioni e bandi pubblici. È importante conoscere i criteri di classificazione e le normative europee e nazionali in materia.
È possibile consulta anche la Guida dell’utente alla definizione di PMI dell’Unione Europea.
CRITERI E TERMINOLOGIA
La definizione di PMI prende in considerazione i tre criteri seguenti:
- effettivi
- fatturato annuo
- totale di bilancio annuo
Il criterio degli effettivi
riguarda il personale impiegato a tempo pieno, a tempo parziale, su base temporanea e stagionale e comprende le seguenti categorie:
- dipendenti;
- persone che lavorano per l’impresa, ne sono dipendenti e, secondo la legislazione nazionale, sono considerate come gli altri dipendenti (possono essere inclusi anche i lavoratori su base temporanea o ad interim);
- proprietari-gestori;
- soci che svolgono un’attività regolare nell’impresa e beneficiano di vantaggi finanziari da essa offerti
Nono sono inclusi
- apprendisti con contratto di apprendistato o gli studenti con contratto di formazione professionale
- dipendenti in congedo di maternità o parentale
Fatturato annuo
Il fatturato annuo viene determinato calcolando il reddito che un’impresa ha ricavato durante l’anno di riferimento dalla vendita di prodotti e dalla prestazione di servizi che ricadono nelle attività ordinarie dell’impresa, dopo aver dedotto gli eventuali oneri. Il fatturato non comprende l’imposta sul valore aggiunto (IVA) o altre imposte indirette.
Totale di bilancio annuo
Il totale di bilancio annuo si riferisce al valore dei principali attivi di un’impresa
CATEGORIE
Le imprese si suddividono in tre categorie:
- Microimpresa:
- Meno di 10 occupati e
- Fatturato annuo o totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro
- Piccola impresa:
- Meno di 50 occupati e
- Fatturato annuo o totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro
- Media impresa:
- Meno di 250 occupati e
- Fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, o totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro

QUALI DATI UTILIZZARE
Al momento di effettuare i calcoli, devono essere utilizzati i dati contenuti negli ultimi conti annuali approvati. Le imprese di recente istituzione che non dispongono ancora di conti annuali approvati dovrebbero rendere una dichiarazione che includa una stima in buona fede (sotto forma di piano aziendale) effettuata nel corso dell’esercizio finanziario. Questo piano aziendale dovrebbe coprire l’intero periodo (esercizi finanziari) fino a che l’entità non realizzerà un fatturato
SUPERAMENTO SOGLIE
L’articolo 4, paragrafo 2, garantisce stabilità e certezza alle imprese vicine alle soglie e che corrono il rischio di superarle temporaneamente in un anno particolare e/o in mercati volatili.
Pertanto se l’impresa durante l’anno di riferimento supera i tetti finanziari o di effettivi previsti, questa circostanza non modifica la sua situazione. Conserverà la condizione di PMI con la quale ha iniziato l’anno. Perderà tuttavia questa condizione se supererà i tetti previsti per due esercizi consecutivi. D’altro canto, un’impresa acquisirà la condizione di PMI se era precedentemente considerata grande, ma è ricaduta al di sotto dei tetti stabiliti per due esercizi consecutivi.
Scopo dell’articolo 4, paragrafo 2, della definizione di PMI è garantire che le imprese che registrano una crescita non vengano penalizzate con la perdita della condizione di PMI a meno che non superino le soglie pertinenti per un periodo continuativo

IMPRESE ASSOCIATE E/O COLLEGATE
- impresa autonoma: se l’impresa è completamente indipendente o ha una o più partecipazioni di minoranza (ciascuna inferiore al 25 %) con altre imprese
- impresa associata: se la partecipazione con altre imprese arriva almeno al 25 %, ma non supera il 50 %, si considera che il rapporto sia tra imprese associate
- impresa collegata: se la partecipazione con altre imprese supera il tetto del 50 %, le imprese sono considerate collegate
Esistono eccezioni a questa regola per alcune categorie di investitori, come società pubbliche di partecipazione, università, centri di ricerca, ecc.
Un’importante nozione nella definizione di PMI è il concetto di controllo, giuridico e de facto. Il controllo determina se un’impresa sia o meno considerata associata o collegata. Non devono essere valutati solo il capitale o le quote azionarie, ma anche il controllo che un’impresa esercita su un’altra.
In particolare:
- se un’impresa è indipendente, utilizzerà solo il numero di dipendenti e i dati finanziari contenuti nei suoi conti annuali per verificare se rispetta le soglie indicate;
- per quanto riguarda le imprese associate, l’impresa oggetto di valutazione PMI deve aggiungere ai suoi dati una proporzione del calcolo degli effettivi e degli elementi finanziari dell’impresa associata al momento di determinare la propria ammissibilità alla condizione di PMI. Questa proporzione rifletterà la percentuale maggiore tra quote o di diritti di voto detenuta;
- per quanto riguarda le imprese collegate, occorre aggiungere ai dati dell’impresa oggetto di valutazione PMI il 100% dei dati dell’impresa collegata per determinare se essa rispetta le soglie di effettivi e le soglie stabilite. Quando un’impresa non redige i conti consolidati e l’impresa alla quale è collegata si relaziona a sua volta con altre imprese (associata di collegata), l’impresa oggetto di valutazione PMI deve aggiungere il 100% dei dati di tutte le imprese collegate e la percentuale pro rata delle imprese associate.