FRINGE BENEFIT & WELFARE AZIENDALE
PREMESSA
Con lo scopo di intervenire sul potere di acquisto dei lavoratori le aziende stanno sempre di più introducendo politiche retributive mediante il riconoscimento di beni e servizi sotto forma di fringe benefit o welfare aziendale. Si tratta di misure che hanno un alto valore incentivante, ma che vanno valutate attentamente al fine di contenere il costo del lavoro.
TICKET RESTAURANT
Premessa: Il datore di lavoro che desidera erogare il servizio dei pasti ai lavoratori è libero nella scelta della tipologia dell’offerta, potendo optare, all’interno del proprio sistema di welfare aziendale:
- per l’erogazione di buoni pasto o “ticket restaurant” (sia in formato cartaceo che elettronico);
- per il riconoscimento di un’indennità sostitutiva;
- oppure per la somministrazione del vitto tramite l’organizzazione di una mensa interna (o anche tramite terzi).
Definizione: Documenti, emessi in forma cartacea o elettronica, che danno al possessore il diritto di ottenere, dagli esercizi convenzionati con la società di emissione dei buoni stessi, la somministrazione di alimenti e bevande e la cessione di prodotti di gastronomia pronti per il consumo, escludendo ogni prestazione in denaro.
Consentono al “titolare” di ricevere un servizio sostitutivo di mensa di importo pari al valore facciale del buono (ossia il valore della prestazione indicato sul buono, IVA inclusa);
I buoni pasto costituiscono uno strumento di integrazione al reddito che le persone potranno utilizzare non solo per pranzare al bar o al ristorante durante la pausa nell’orario di lavoro. Potranno utilizzarlo anche per assicurarsi una prestazione di vitto a prescindere dalla circostanza che il suo contratto preveda la pausa pranzo (per esempio contratto di lavoro subordinato a tempo parziale) o no. I buoni pasto, difatti, possono essere assegnati anche ai lavoratori per i quali non è prevista la pausa pranzo e possono essere spesi anche al di fuori della stessa. Pensiamo, ad esempio, al loro utilizzo per fare la spesa al supermercato.
Tipologie di buoni pasto
I buoni pasto si presentano in diversi formati.
- buoni pasto cartacei: voucher cartacei consegnabili direttamente in cassa per nei vari esercizi convenzionati. Vengono dati fisicamente al dipendente;
- buoni pasto digitali: buoni pasto utilizzabili sia tramite tessera elettronica sia da smartphone tramite app;
Beneficiari
Ad avere diritto ai buoni pasto sono:
- lavoratori con contratto di subordinazione full time o part time e questo anche se l’orario giornaliero non prevede una pausa pranzo;
- chi ha un rapporto di collaborazione continuativa con l’azienda come lavoratori a progetto.
I buoni pasto possono essere previsti anche per chi lavora per un’azienda senza essere di fatto presente, ossia in smart working.
i buoni pasto ai lavoratori part time si possono erogare se l’orario di lavoro giornaliero supera o è uguale a 6 h.
Il datore di lavoro può decidere di attribuire i buoni pasto a tutti o a categorie omogenee di dipendenti, sia che lavorino full time, part-time, a tempo indeterminato o determinato, fino anche a coloro che lavoro su turni.
Importo e Fiscalità
Lato dipendente: fiscalmente i buoni pasto, essendo veri e propri compensi (in natura) corrisposti al lavoratore dipendente, devono essere in generale sottoposti a tassazione ai fini dell’Irpef in capo al dipendente. Tuttavia, i buoni pasto concessi alla generalità/categorie omogenee di dipendenti non generano, in capo a loro, reddito imponibile (e di conseguenza contributivo) entro il limite massimo di:
- € 4 se in formato cartaceo,
- € 8 se in formato elettronico.
Lato soggetto erogatore:
- per le aziende: voucher 100% deducibili e IVA detraibile al 4%;
- per liberi professionisti e ditte individuali: voucher deducibili al 75% e IVA detraibile al 10% fino a un importo massimo pari al 2% del fatturato.
Limite
Numero massimo annuo: ad ogni lavoratore possono essere dati annualmente un numero massimo di ticket pari al numero di giorni effettivamente lavorati da ognuno. In generale in un anno ci sono circa 220 giorni lavorativi: è possibile, quindi, erogare a ogni dipendente circa 220 buoni pasto all’anno, indipendentemente dal valore del singolo buono.
Numero massimo giornaliero: la legge in questo fissa inoltre un limite ben preciso alla quantità di buoni pasto che si possono spendere contemporaneamente, ovvero non più di 8 buoni per ogni acquisto.
Non concorrenza all’importo massimo del fringe benefit: per quanto attiene la natura reddituale della consegna del buono , la R.M. 26/2010 ha ritenuto che si tratta di importo assimilato ad un compenso “in denaro” (non in natura), motivo per cui non trova applicazione la non imponibilità fino al limite di € 258 annui (per il 2025 – 2027 € 1000/2000) dell’eccedenza rispetto al limite di esenzione specifica fino ad € 4 / 8.
Ticket restaurant vs Indennità di mensa
L’indennità di mensa è interamente sogg a tassazione e contribuzione perché è considerata parte integrante della retribuzione.
Nel cedolino infatti, i ticket sono presenti solo come mera voce figurativa e non vengono monetizzati mentre l’indennità ha una competenza.
L’importo può essere una somma giornaliera forfettaria oppure scaturisce da un calcolo relativo alle ore effettivamente lavorate dal dipendente, durante il mese di riferimento.
Per l’edilizia questa voce viene regolamentata direttamente dal ccnl (fino a 5.29 c’è esenzione)
FRINGE BENEFIT
Definizione
I Fringe Benefit (in italiano “benefici accessori”) sono una forma di welfare aziendale. Si tratta di compensi in natura (non somme di denaro, ma beni o servizi) che vengono concessi dall’azienda al personale in aggiunta alla retribuzione. Questi compensi possono essere sotto forma di beni o servizi che non sono retribuzione diretta ma che contribuiscono al benessere del lavoratore. Rappresentano, dunque, una forma di “retribuzione in natura”; l’art. 2099, comma 3, c.c., stabilisce che «il prestatore di lavoro può anche essere retribuito in tutto o in parte [con partecipazione agli utili o ai prodotti, con provvigione o] con prestazioni in natura».
Beneficiari
Possono usufruire dei fringe benefit
- tutti i lavoratori dipendenti, inclusi i dirigenti, i quadri, e i lavoratori subordinati
- gli amministratori con compenso
L’attribuzione dei fringe benefit può avvenire anche senza formalità da parte del datore di lavoro; può essere, quindi, volontaria. Significa che
- non è prevista da un accordo collettivo o da un regolamento aziendale
- ad personam, ossia essere prevista in favore di un singolo dipendente e non in favore della generalità o di categorie di questi.
A differenza di altre misure di welfare aziendale, che devono essere offerte a tutti i lavoratori o a categorie omogenee, i fringe benefit e i buoni benzina possono essere concessi, a discrezione dell’azienda, anche a singoli lavoratori
Beni inclusi
Tra i più comuni ci sono auto aziendale e polizze assicurative, ma i cosiddetti benefit accessori o compensi in natura possono essere diversi.
a) valore dei beni ceduti e dei servizi prestati al lavoratore medesimo;
b) somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per il pagamento:
- delle utenze domestiche del servizio idrico integrato;
- dell’energia elettrica e del gas naturale;
- delle spese per l’affitto della prima casa;
- degli interessi sul mutuo relativo alla prima casa.
Infine, tra le altre tipologie di fringe benefit, rientrano:
- fabbricati concessi al dipendente;
- beni e servizi ceduti gratuitamente al dipendente;
- polizze sanitarie;
- prestiti concessi al dipendente.
Novità 2025
Una misura innovativa della Legge di Bilancio 2025 riguarda l’esenzione fiscale fino a 5.000 euro annui per somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro per:
- Canoni di locazione;
- Spese di manutenzione dei fabbricati locati.
Questa agevolazione si applica esclusivamente ai nuovi assunti a tempo indeterminato nel 2025, che rispettino i seguenti requisiti:
- Reddito annuo inferiore a 35.000 euro nell’anno precedente;
- Residenza trasferita a oltre 100 km dal comune precedente;
- Contratto di locazione regolarmente registrato.
La misura è valida per i primi due anni dalla data di assunzione ed è pensata per incentivare la mobilità geografica, affrontando la crescente difficoltà di coprire posizioni lavorative vacanti in molte aree del paese.
Modalità di assegnazione di beni e servizi
I fringe benefit possono essere erogati anche mediante documenti di legittimazione, in forma elettronica o cartacea, ovvero i cosiddetti buoni welfare (art. 51, comma 3-bis, TUIR). Come sono per esempio i buoni acquisto che, nel caso dei buoni acquisto per dipendenti, possono essere richiesti sia in formato cartaceo che digitale per fare la spesa o altro (prodotti di elettronica, articoli sportivi, gift card e tanto altro ancora).
Importo e Fiscalità
I fringe benefit, costituendo parte della retribuzione, concorrono, dunque, alla formazione del reddito da lavoro dipendente e sono totalmente deducibili per l’azienda.
Esiste, tuttavia, una deroga al principio di onnicomprensività che governa il reddito di lavoro dipendente (art. 51, comma 1, TUIR). L’art. 51, comma 3, ultimo periodo, TUIR prevede che i fringe benefit non concorrano a formare il reddito da lavoro dipendente se il loro valore non è complessivamente superiore, nel periodo d’imposta, a 258,23 euro (limite elevato dalla legge di Bilancio 2025)
Previsto, come per il 2024, anche per i periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027, una disciplina più favorevole in materia di esclusione dal computo del reddito imponibile del lavoratore per i beni ceduti e i servizi prestati al lavoratore medesimo (fringe benefits). Il regime transitorio più favorevole consiste nell’elevamento del limite di esenzione suddetta da 258,23 euro (per ciascun periodo d’imposta) a
- 2.000 euro per i lavoratori con figli fiscalmente a carico
- 1.000 euro per gli altri lavoratori
WELFARE AZIENDALE
Definizione
Il Welfare Aziendale è l’insieme dei benefici e prestazioni erogate dall’azienda al personale nell’intento di integrare la componente monetaria della retribuzione sia in funzione di sostegno al reddito sia in funzione di miglioramento della vita privata e lavorativa. L’erogazione del Welfare Aziendale ha finalità di tipo assistenziale, come strumento di conciliazione di vita lavoro. Si tratta di beni e servizi comprati dall’azienda e poi erogati al personale.
I Fringe Benefit sono una forma di compensazione non monetaria che il datore di lavoro offre al dipendente, mentre il welfare è un insieme di iniziative volte a migliorare il benessere dei dipendenti, sia sul piano personale che professionale. I Fringe Benefit possono includere una vasta gamma di beni e servizi, mentre il welfare è un concetto più ampio che può includere anche i Fringe Benefit, ma anche altre iniziative, come:
- Flexible Benefit;
- politiche di smart working, orario flessibile;
- politiche di diversità e inclusione in azienda;
- progetti di mobilità sostenibile
Beni inclusi
Il welfare aziendale, invece, abbraccia più tipologie di beni e servizi che spaziano dall’ambito sanitario a quello dell’istruzione, dello svago e del tempo libero.
Ma non solo: nel concetto di welfare rientrano anche tutte le misure destinate alla migliore conciliazione vita-lavoro.
Tra i servizi che rientrano nel welfare aziendale troviamo:
- potenzialmente anche fringe benefits.
- servizi di supporto alla persona e alla famiglia;
- servizi relativi al benessere e alla salute fisica;
La maggior parte di questi servizi fanno parte della categoria dei servizi di supporto alla persona e alla famiglia:
- servizi di babysitting;
- assistenza a familiari non autosufficienti;
- copertura spese per l’istruzione dei figli;
- borse di studio;
- asili nido, etc.
- check up medici;
- previdenza integrativa: lo possiamo definire come un programma di previdenza integrativa che le aziende mettono a disposizione dei loro collaboratori per aiutarli a risparmiare per la pensione, offrendo una maggiore sicurezza finanziaria dopo il pensionamento.
Altri benefits fanno invece riferimento al benessere della persona:
- consulenze nutrizionali;
- consulenze con psicologi;
- corsi di diverse discipline (yoga, pilates, etc.)
Beneficiari
Il Welfare Aziendale deve essere offerto o messo a disposizione alla generalità del personale dipendente o di categorie omogenee di essi.
Anche gli amministratori e le amministratrici dell’azienda possono beneficiare del Welfare Aziendale, a condizione che:
- i compensi amministratore siano assimilabili al reddito da lavoro dipendente (per reddito assimilato si intende un reddito “comparabile” al reddito da lavoro dipendente, cioè diverso dal lavoro autonomo, che prevede obblighi di versamento di contributi ed imposte da parte dell’azienda quale sostituto d’imposta);
- sussista un vincolo di subordinazione tra gli amministratori/amministratrici e la società (pertanto la decisione deve provenire da un organo superiore, quale il CdA o l’assemblea dei soci).
Caratteristiche particolari
Deve essere istituito e regolamentato mediante accordo/contratto, regolamento interno o come atto unilaterale.
Importo e Fiscalità
Quanto ai flexible benefit, data la loro rilevanza, il legislatore ha elencato tassativamente, all’art. 51, comma 2, TUIR, quelli che, in deroga al principio di onnicomprensività, non concorrono, in tutto o in parte, dalla formazione del reddito di lavoro dipendente.
È prevista, ad esempio, la totale detassazione:
- del servizio di trasporto collettivo per il tragitto casa-lavoro (lett. d));
- dell’abbonamento al trasporto pubblico locale (lett. d-bis));
- dei benefit aventi rilevanza sociale e finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto (lett. f));
- dei servizi di educazione e istruzione (lett. f-bis));
- dei servizi ai familiari non autosufficienti e anziani (lett. f-ter));
- delle polizze extra professionali LTC (Long Term Care, ricovero in strutture residenziali) e Dread Disease (copertura assicurativa complementare, che si va ad abbinare ad una comune polizza sulla vita) (lett. f-quater)).
PREMI DI RISUTALTO
Definizione
Il premio di produzione è un incentivo economico che le aziende erogano ai propri dipendenti in base alle performance aziendali. In altre parole, rappresenta una somma di denaro concessa al lavoratore per premiare il buon lavoro svolto per far prosperare l’azienda
Importo e Fiscalità
Secondo la Legge di Bilancio 2025, è confermata la riduzione dell’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di produzione, che passa dal 10% al 5%.
La riduzione dell’aliquota, valida dal 2025 al 2027, consente alle imprese di erogare una somma di denaro ai lavoratori beneficiando di una tassazione favorevole.
La tassazione al 5% si applica solo sui premi fino a un importo massimo di 3.000 euro lordi annui, mentre per importi superiori si applica l’aliquota ordinaria. La soglia può essere aumentata fino a 4.000 euro nel caso di partecipazione paritetica dei lavoratori nella gestione aziendale.
La detassazione dei bonus produttività è valida solo se sono soddisfatte le seguenti condizioni:
- reddito massimo: il reddito da lavoro dipendente non deve superare i 80.000 euro nell’anno precedente all’erogazione del premio;
- tipologia di premio: la detassazione si applica principalmente ai premi erogati sulla base di contratti collettivi aziendali o settoriali e che coinvolgono tutta la forza lavoro.
Tali premi per poter godere delle agevolazioni devono essere oggetto di accordo di 2 livello. Tale accordo deve essere redatto anche con le parti sindacali.
Inoltre, i premi di risultato possono essere totalmente esenti da tassazione i premi di risultato vengono convertiti in welfare (tale opzione deve essere prevista nell’accordo)