SIMEST – ENERGIA PER LA COMPETITIVITA’ INTERNAZIONALE – 800 MLN CONTRO IL CARO ENERGIA
PREMESSA
Le tensioni geopolitiche internazionali stanno nuovamente mettendo sotto pressione il sistema produttivo europeo e, in particolare, il tessuto manifatturiero italiano. Il conflitto nell’area del Golfo Persico, unito alla persistente instabilità dei mercati energetici internazionali, sta infatti determinando un nuovo incremento dei costi di approvvigionamento e una crescente compressione della marginalità aziendale, soprattutto per le imprese ad alta intensità energetica.
In questo scenario, Simest ha deciso di attivare una nuova misura straordinaria denominata “Energia per la competitività internazionale”, che sarà operativa dal 25 maggio 2026 e metterà a disposizione delle imprese italiane un plafond complessivo pari a 800 milioni di euro.
L’obiettivo dell’intervento è duplice:
- da un lato, sostenere le imprese che stanno subendo rincari energetici o contrazioni di fatturato
- dall’altro, accompagnare il sistema produttivo verso processi di transizione digitale, transizione ecologica e rafforzamento patrimoniale, rafforzando al contempo la competitività internazionale delle aziende italiane.
SOGGETTI BENEFICIARI
Uno degli aspetti più innovativi della misura riguarda l’ampliamento della platea dei beneficiari. Potranno infatti accedere alle agevolazioni:
- imprese esportatrici
- imprese non esportatrici appartenenti a una filiera export
- imprese energivore
- imprese che hanno avviato percorsi certificati di efficientamento energetico
- imprese colpite dai rincari energetici e dalla riduzione del fatturato a causa del conflitto nell’area del Golfo Persico
- imprese con interessi strategici negli Stati Uniti
- imprese con interessi nei Balcani Occidentali
- imprese localizzate nei territori colpiti dagli eventi alluvionali del 2023
L’inclusione delle imprese appartenenti alle filiere produttive rappresenta un elemento estremamente importante, perché riconosce il ruolo centrale delle catene del valore nella competitività internazionale del Made in Italy.
Molte aziende, pur non esportando direttamente, operano infatti come fornitori strategici di imprese esportatrici e risultano quindi indirettamente esposte alle tensioni dei mercati internazionali.
AGEVOLAZIONE
La nuova linea Simest prevede condizioni finanziarie particolarmente vantaggiose per le imprese richiedenti.
Tra gli elementi più rilevanti vi sono:
- tasso agevolato dello 0,319%
- quota a fondo perduto fino al 10% in via ordinaria
- quota a fondo perduto fino al 20% per imprese energivore o colpite dal conflitto
- quota a fondo perduto fino al 30% per le PMI colpite dal conflitto nell’area del Golfo Persico
- anticipo fino al 50% dell’importo deliberato
- durata ordinaria di 6 anni
- durata estendibile fino a 8 anni, con 2 anni di preammortamento
Particolarmente importante è il rafforzamento della quota a fondo perduto, che consente alle imprese di ridurre significativamente il costo effettivo dell’investimento e di migliorare l’equilibrio finanziario dell’operazione.
L’aumento dell’anticipo al 50% rappresenta inoltre un elemento strategico per le aziende che necessitano di liquidità immediata per sostenere investimenti, costi operativi o operazioni di rafforzamento patrimoniale.
REQUISITI DI ACCESSO
Per poter accedere alla misura, le imprese dovranno dimostrare di aver subito alternativamente:
- un incremento dei costi energetici
- una riduzione del fatturato pari almeno al 10% nel primo trimestre o quadrimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025.
La dimostrazione di tali condizioni costituirà uno degli aspetti centrali della fase istruttoria.
Per commercialisti e consulenti sarà quindi fondamentale predisporre una documentazione economico-finanziaria adeguata, in grado di attestare in maniera puntuale gli effetti economici derivanti dalla crisi energetica o dalle tensioni geopolitiche internazionali.
I MASSIMALI FINANZIABILI
L’importo massimo richiedibile sarà pari al minore tra:
- il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci;
- i massimali previsti per dimensione aziendale.
Nel dettaglio:
- fino a 500.000 euro per le microimprese;
- fino a 2,5 milioni di euro per PMI e PMI innovative;
- fino a 5 milioni di euro per le altre imprese.
L’importo minimo richiedibile sarà invece pari a 10.000 euro.
Per quanto riguarda gli interventi di rafforzamento patrimoniale delle controllate:
- il limite massimo sarà pari a 600.000 euro in via ordinaria;
- salirà a 1 milione di euro per le imprese con controllate negli USA;
- arriverà fino a 1,5 milioni di euro per imprese energivore e imprese colpite dal conflitto nell’area del Golfo Persico.
TRANSIZIONE DIGITALE – ECOLOGICA & RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE – GLI INVESTIMENTI AGEVOLATI
A) Transizione digitale ed ecologica
La misura conferma la crescente attenzione verso i processi di innovazione e sostenibilità.
Il finanziamento agevolato dovrà infatti essere utilizzato, per almeno il 50% dell’importo deliberato, a sostegno di investimenti legati a:
- transizione digitale;
- transizione ecologica;
- efficientamento energetico;
- innovazione produttiva;
- sostenibilità ambientale;
- digitalizzazione dei processi aziendali.
La restante quota potrà essere destinata a “ulteriori investimenti volti al rafforzamento patrimoniale” dell’impresa.
Questa impostazione dimostra come il legislatore voglia utilizzare gli strumenti agevolativi non soltanto per sostenere la liquidità delle aziende, ma anche per accelerare i processi di modernizzazione industriale e di trasformazione tecnologica del sistema produttivo nazionale.
B) Rafforzamento patrimoniale e sostegno alla struttura finanziaria
Uno dei punti più strategici della nuova misura riguarda la possibilità di utilizzare una parte molto elevata della quota destinata agli “ulteriori investimenti volti al rafforzamento patrimoniale dell’impresa”.
In particolare, la quota destinabile a tali interventi potrà arrivare:
- fino all’80% dell’importo deliberato per le imprese con interessi negli USA e nei Balcani Occidentali;
- fino al 90% per:
- imprese energivore;
- imprese colpite dagli eventi alluvionali del 2023;
- imprese che hanno avviato percorsi certificati di efficientamento energetico;
- imprese colpite dal conflitto nell’area del Golfo Persico.
Le risorse potranno essere utilizzate per:
- incrementi di capitale sociale;
- finanziamenti soci;
- supporto alle controllate italiane o estere;
- operazioni di consolidamento finanziario.
Questo aspetto rappresenta una novità estremamente rilevante perché consente alle imprese di utilizzare la finanza agevolata non soltanto per investimenti materiali, ma anche per il riequilibrio della struttura finanziaria aziendale.
PROCEDURA PRESTAZIONE DOMANDA
Le domande potranno essere presentate direttamente attraverso il portale di Simest a partire dal 25 maggio 2026.
Le richieste saranno valutate dal Comitato Agevolazioni secondo l’ordine cronologico di presentazione e fino ad esaurimento delle risorse disponibili.
Per questo motivo, sarà fondamentale per imprese, commercialisti e advisor predisporre tempestivamente tutta la documentazione necessaria, con particolare attenzione:
- alla verifica dei requisiti economici;
- alla documentazione relativa ai rincari energetici;
- alla dimostrazione della riduzione del fatturato;
- ai programmi di investimento;
- ai progetti di rafforzamento patrimoniale;
- alla verifica del plafond “de minimis”.
La rapidità nella predisposizione delle pratiche potrebbe infatti rappresentare un elemento decisivo per ottenere l’accesso ai fondi.